Stiamo cercando tra le nostre offerte

Loader Image

Itinerari Archeologici della Sardegna

Itinerari Archeologici Sardegna

Terra di antichissima formazione e di insediamenti umani già in epoca preistorica, la Sardegna conserva alcune delle testimonianze archeologiche più antiche e suggestive che si siano mai viste.

Uno dei simboli di questa regione è il nuraghe, una costruzione megalitica di forma tronco-conica presente con diversa densità su tutto il territorio (ad oggi ne rimangono in piedi circa settemila). Il più rappresentativo di tutti è il nuraghe Su Nuraxi di Barumini, classificato dall'UNESCO come patrimonio dell'umanità. Distante circa 65 chilometri da Cagliari, il sito è caratterizzato dalla presenza di un villaggio composto da una cinquantina di capanne che si sviluppano attorno alle grandi torri centrali.

Per poter però visitare il nuraghe più grande della Sardegna bisogna recarsi a Orroli, 40 chilometri a est di Barumini: qui si può osservare il Nuraghe Arrubiu, l'unico pentalobato (composto da cinque torri) presente nell'isola. Altri due maestosi rappresentanti di questa categoria si possono visitare ad Abbasanta, dove è localizzato il Nuraghe Losa e a Torralba, dove è edificato il Nuraghe Santu Antine. Menzione particolare merita il villaggio di Tiscali, nel comune di Dorgali: il sito si trova su una piccola montagna, sulla sommità della quale, all'interno di un'enorme dolina carsica raggiungibile attraverso un'ampia apertura nella parete rocciosa, si trovano i resti di un villaggio nuragico. La spettacolarità di questo sito sta anche nel fatto che il villaggio risulta visibile soltanto quando si raggiunge l'interno della cavità.

Altre testimonianze importanti di epoca preistorica sono le Tombe dei Giganti, monumenti funerari caratteristici e tombe collettive. L'elemento più spettacolare di queste realizzazioni è la facciata, al centro della quale si trova la stele, una grande lastra di pietra disposta in senso verticale. Una delle più grandi e imponenti della Sardegna è Sa Domu 'e s'Orku (la casa dell'orco) nel comune di Siddi, ai piedi del Parco della Giara e distante appena 13 chilometri da Barumini.

Legate alla sfera dell'aldilà sono anche le Domus de Janas (case delle fate): esse sono tombe scavate direttamente nella roccia, talvolta decorate con rilievi scolpiti o incisioni. Tra le più suggestive si segnalano Filigosa a Macomer, Anghelu Ruju ad Alghero, una necropoli scavata in una collina di arenaria calcarea e formata da ben 37 domus se janas.

Gli elementi preistorici che invece connotano il culto delle divinità sono i pozzi sacri, i dolmen e i menhir. I primi, chiamati anche templi a pozzo, sorgevano quasi sempre in corrispondenza di una fonte ed erano i luoghi in cui i nuragici praticavano il culto delle acque, elemento fondamentale della loro religione. Il più suggestivo di questa tipologia costruttiva e forse l'esempio più bello dell'architettura nuragica in Sardegna è il Pozzo Sacro di Santa Cristina a Paulilatino.

I menhir sono grandi pietre di forma allungata, conficcate verticalmente nel terreno e talvolta scolpite, che possono raggiungere anche i 5 metri di altezza. Gli esemplari più rappresentativi si trovano nelle campagne di Laconi e nel museo a loro dedicato e in località Monte d'Accodi, nei pressi di Sassari, dove circondano un gigantesco altare di pietra di forma tronco-piramidale. Riservate a famiglie di alto rango, i dolmen sono invece costituiti da diverse lastre di pietra infitte verticalmente nel terreno e sormontate da una lastra orizzontale posta a copertura: essi rappresentavano verosimilmente la divinità maschile e la fertilità.

La Sardegna è stata meta di conquista per diversi popoli invasori, per questo oggi è possibile avere conoscenza di numerose testimonianze lasciate da civiltà diverse in epoche diverse. Hanno sicuramente avuto una forte influenza sull'isola la civiltà fenicia, punica e romana, che si sono succedute a partire dall'VIII secolo a.C. fino al V secolo d.C., quando la Sardegna venne occupata dai Vandali, decretando così l'inizio del Medioevo.

Tra le testimonianze più suggestive lasciate da queste civiltà ci sono le Terme di Forum Traiani a Fordongianus, costituite da un sistema di vasche, piscine e piazze il cui nucleo più antico risale al I secolo a.C. Ad una cinquantina di chilometri, sulla costa occidentale e precisamente nella punta estrema della stupenda penisola del Sinis, si possono visitare gli affascinanti resti della città di Tharros: si tratta di un antico agglomerato urbano edificato in prossimità del mare che conserva testimonianze di epoca nuragica, fenicia punica e romana. Da vedere e rivedere il Tempio delle Semicolonne Doriche e i mosaici parzialmente immersi nel mare.

Procedendo verso sud, merita sicuramente una visita il Tempio di Antas a Fluminimaggiore, un luogo di culto punico-romano. A Cagliari una tappa obbligatoria è imposta dall'Anfiteatro Romano, un affascinante edificio circolare, per metà scavato nella roccia e costruito tra il I e il II secolo d.C., situato nella parte alta della città.

Chiude idealmente questo tour archeologico virtuale la visita alla città di Nora, nei pressi di Pula, sulla costa sud-occidentale. Probabilmente la più antica fondata in Sardegna, questa città, come Tharros, ha riportato alla luce elementi risalenti al periodo nuragico, fenicio, punico e romano. Qui si possono ammirare terme, mosaici e un piccolo teatro davvero caratteristico.

footer