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Le storie più raccapriccianti sui fantasmi in Sardegna

La Sardegna non è soltanto una meta per gli amanti del mare, è un'isola che nasconde segreti, storie, un entroterra ricco di luoghi che vogliono essere ricordati così come erano allora. E quali personaggi migliori dei fantasmi possono riuscire a rievocare il passato? Che ci crediate o no, la Sardegna è ricca di storie legate ai fenomeni paranormali: storie vere o paranormali? A voi la scelta...
Guspini, “su predi sconcau”
Si dice che nei pressi di una fonte situata tra i paesi di Guspini e Arbus sia apparso lo spettro di un prete senza testa che regge un lume tra le mani: la leggenda narra di un prete che si divertiva a prendere in giro chi aveva difetti fisici e che, avido di denaro, avesse sotterrato in prossimità di questa sorgente un discreto tesoro. Un giorno però il prete fu decapitato e da allora il suo spirito appare ogni notte per custodire il tesoro.
Cagliari, il bambino dispettoso e le urla strazianti
A Cagliari, nei locali dell'ex Lazzaretto, costruito intorno al 1600 pe rinchiudervi gli ammalati di peste che a quel tempo decimava la popolazione della città, pare si aggiri il fantasma di un bambino intento a maneggiare un teschio e a fare dispetti come accendere le luci, spostare gli oggetti e suonare gli strumenti esposti.
Decisamente violente sono le storie legate ai fantasmi di via Rossini e della Grotta dei Colombi: la prima racconta di di una famiglia che viveva in una villa (poi demolita per far spazio ai più moderni edifici), la quale, agli inizi del Novecento, fu teatro di un massacro in seguito ad una rapina. I cadaveri dei membri della famiglia vennero nascosti dentro una cassaforte e rinvenuti anni dopo: da allora, in quella zona, grida, luci e ombre sinistre si sono susseguite per anni. Altra storia raccapricciante è quella che ha come protagonista Dais, uno spettro maligno che si aggira nei pressi della Grotta dei Colombi, alle pendici del colle Sant'Elia. Assassinato misteriosamente e abbandonato il suo corpo davanti alla grotta, Dais ha cominciato a far sentire il suo lugubre lamento a coloro che, dal mare, scorgono l'ingresso della grotta. In realtà la storia dell'assassinio di Dais è legato ad alcuni tumulti poplari scoppiati a Cagliari alla fine del XVIII secolo.
Il lamento del Castello di Quirra
La protagonista di questa storia è la nobildonna Violante Carroz, contessa avida e sanguinaria che visse nel Castello di Quirra, nei pressi di Villaputzu, tra la fine del XV e l'inizio del XVI secolo. Attorno alla sua figura si narrano diverse leggende: c'è che dice che precipitò dall'alto di un dirupo e chi, invece, asserisce che fu uccisa dal suo terzo marito, Berengario. C'è chi dice di aver sentito il lamento della contessa nei paraggi del castello.
Desulo e Orosei: il destino delle due Marie
Secondo la tradizione locale, a Desulo, nelle notti di plenilunio, si aggira lo spettro di Maria, una giovane tessitrice scomparsa in circostanze misteriose, della quale si dice fosse molto bella e circondata da numerosi spasimanti. In una grotta nei pressi di Orosei si aggirerebbe il fantasma il fantasma di un'altra Maria, chiamata Mangrofa, le cui pene d'amore l'avrebbero trasformata, da donna bellissima, con capelli lunghi e biondi, a donna talmente brutta da somigliare ad una megera. Venne bruciata in un gran rogoperché accusata di stregoneria e dal allora il suo spirito tormentato vaga nelle campagne di Orosei.
Stintino, il fantasma di “Femminedda”
Questa è la storia di una ragazza chiamata dalla gente del posto “Femminedda”, decapitata diversi secoli fa per via di un reato infamante dopo un sommario processo. La sua testa venne sepolta in paese e il corpo in una chiesa oggi sconsacrata fuori dall'abitato. Si dice che il suo spettro si aggiri per le vie del paese e nei dintorni del porto.
Argentiera: la miniera maledetta
Poco più a nord di Alghero, davanti ad una spiaggia meravigliosa, si trova la miniera dell'Aregentiera, un luogo così spettrale da essere in totale contrapposizione con la bellezza della natura che lo circonda. Ufficialmente aperta nel 1840, la troppa vicinanza al mare causò crolli devastanti nei quali morirono tantissimi uomini. Si dice che le anime dei minatori, che furono sepolti vivi, ancora adesso si aggirano tra le gallerie della miniera.

La Sardegna non è soltanto una meta per gli amanti del mare, è un'isola che nasconde segreti, storie, un entroterra ricco di luoghi che vogliono essere ricordati così come erano allora. E quali personaggi migliori dei fantasmi possono riuscire a rievocare il passato? Che ci crediate o no, la Sardegna è ricca di storie legate ai fenomeni paranormali: storie vere, suggestioni o credenze popolari? A voi la scelta...

Cagliari, il bambino dispettoso e le urla strazianti
A Cagliari, nei locali dell'ex Lazzaretto, costruito intorno al 1600 pe rinchiudervi gli ammalati di peste che a quel tempo decimava la popolazione della città, pare si aggiri il fantasma di un bambino intento a maneggiare un teschio e a fare dispetti come accendere le luci, spostare gli oggetti e suonare gli strumenti esposti. Decisamente violente sono le storie legate ai fantasmi di via Rossini e della Grotta dei Colombi: la prima racconta di di una famiglia che viveva in una villa (poi demolita per far spazio ai più moderni edifici), la quale, agli inizi del Novecento, fu teatro di un massacro in seguito ad una rapina. I cadaveri dei membri della famiglia vennero nascosti dentro una cassaforte e rinvenuti anni dopo: da allora, in quella zona, grida, luci e ombre sinistre si sono susseguite per anni. Altra storia raccapricciante è quella che ha come protagonista Dais, uno spettro maligno che si aggira nei pressi della Grotta dei Colombi, alle pendici del colle Sant'Elia. Assassinato misteriosamente e abbandonato il suo corpo davanti alla grotta, Dais ha cominciato a far sentire il suo lugubre lamento a coloro che, dal mare, scorgono l'ingresso della grotta. In realtà la storia dell'assassinio di Dais è legato ad alcuni tumulti poplari scoppiati a Cagliari alla fine del XVIII secolo.

Guspini, “su predi sconcau”
Si dice che nei pressi di una fonte situata tra i paesi di Guspini e Arbus sia apparso lo spettro di un prete senza testa che regge un lume tra le mani: la leggenda narra di un prete che si divertiva a prendere in giro chi avesse difetti fisici e che, avido di denaro, avesse sotterrato in prossimità di questa sorgente un discreto tesoro. Un giorno però il prete fu decapitato e da allora il suo spirito appare ogni notte per custodire il tesoro.

Il lamento del Castello di Quirra
La protagonista di questa storia è la nobildonna Violante Carroz, contessa avida e sanguinaria che visse nel Castello di Quirra, nei pressi di Villaputzu, tra la fine del XV e l'inizio del XVI secolo. Attorno alla sua figura si narrano diverse leggende: c'è che dice che precipitò dall'alto di un dirupo e chi, invece, asserisce che fu uccisa dal suo terzo marito, Berengario. C'è chi dice di aver sentito il lamento della contessa nei paraggi del castello.

Desulo e Orosei: il destino delle due Marie
Secondo la tradizione locale, a Desulo, nelle notti di plenilunio, si aggira lo spettro di Maria, una giovane tessitrice scomparsa in circostanze misteriose, della quale si dice fosse molto bella e circondata da numerosi spasimanti. In una grotta nei pressi di Orosei si aggirerebbe il fantasma di un'altra Maria, chiamata Mangrofa, le cui pene d'amore l'avrebbero trasformata, da donna bellissima, con capelli lunghi e biondi, a donna talmente brutta da somigliare ad una megera. Venne bruciata in un gran rogo perché accusata di stregoneria e da allora il suo spirito tormentato vaga nelle campagne di Orosei.

Argentiera: la miniera maledetta
Poco più a nord di Alghero, davanti ad una spiaggia meravigliosa, si trova la miniera dell'Aregentiera, un luogo così spettrale da essere in totale contrapposizione con la bellezza della natura che lo circonda. Ufficialmente aperta nel 1840, la troppa vicinanza al mare causò crolli devastanti nei quali morirono tantissimi uomini. Si dice che le anime dei minatori, che furono sepolti vivi, ancora adesso si aggirano tra le gallerie della miniera.

Stintino, il fantasma di “Femminedda”
Questa è la storia di una ragazza chiamata dalla gente del posto “Femminedda”, decapitata diversi secoli fa per via di un reato infamante dopo un sommario processo. La sua testa venne sepolta in paese e il corpo in una chiesa oggi sconsacrata fuori dall'abitato. Si dice che il suo spettro si aggiri per le vie del paese e nei dintorni del porto.

 

 

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