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Carnevale 2015: identikit delle feste più suggestive in Sardegna

Il Carnevale 2015 sta per entrare nel vivo in Sardegna, anche se un primo assaggio c'è stato in occasione dei falò di Sant'Antonio del 16 gennaio, che in alcuni paesi della Barbagia introducono la prima uscita delle maschere tradizionali. Altri paesi, come Samugheo, hanno anticipato i tempi  e proposto suggestive sfilate durante il primo weekend di febbraio ma, come si suol dire...il bello deve ancora venire! Nel sottolineare come il Carnevale in Sardegna sia un'occasione divertentissima, oltre che interessante, per concedersi una piccola vacanza e scoprire le meraviglie di quest'isola, vi segnaliamo qui gli eventi più rappresentativi, particolari e interessanti legati a Carnevale.
Oristano: il fascino e l'eleganza de Sa Sartiglia
È sicuramente una delle forme di Carnevale più spettacolari  e più coreografiche della Sardegna, oltre che la più conosciuta. È una corsa all'anello di origine medievale, ricordo sfumato di duelli e crociate, colori spagnoleschi, echi di nobiltà decaduta e costumi agropastorali. I protagonisti sono Su Cumponidori, Signore della Festa, e tutti i cavalieri che partecipano alla Corsa alla Stella e alle Pariglie: nella prima si lanciano al galoppo con la spada tesa ad infilzare una stella appesa sul percorso, nelle seconde si esibiscono in spericolate acrobazie in piedi sulla groppa dei propri cavalli. Tamburini e trombettieri in costume musicano l'evento accrescendo l'attesa e l'emozione di ogni corsa dei cavalieri.
Mamoiada: l'antica danza di Mamuthones e Issohadores
In questo paesino al centro della Barbagia, poco distante dal massiccio del Gennargentu, va in scena uno dei carnevali più celebri del folclore sardo. Al centro di questa grande festa ci sono i Mamuthones e gli Issohadores: i primi indossano una maschera nera dall'espressione sofferente o impassibile, pelli ovine e grossi campanacci sulla schiena, i secondi hanno una maschera antropomorfa bianca e un vestito bianco e rosso. I Mamuthones compiono una danza ritmata dai campanacci mentre gli Issohadores lanciano la loro fune per catturare qualcuno degli astanti, che per liberarsi dovranno offrire loro da bere.
Bosa: il lamento delle Attittadoras
Nel paese che produce la Malvasia, un delizioso vino dolce, va in scena il cosiddetto Karrasegare Osinku. Qui il carnevale mantiene la caratteristica del festeggiamento spontaneo e i momenti d'ilarità non si esauriscono mai. I personaggi principali della festa sono Gioldzi (il Re Giorgio, simbolo del Carnevale, rappresentato da un fantoccio) e le Attittadoras, vestite completamente di nero che piangono la morte di Gioldzi, creando un particolare effetto sonoro. Le Attittadoras portano con sé un bambolotto (che rappresenta Gioldzi) e chiedono al pubblico un goccio di latte per nutrire il neonato. Al tramonto le maschere bianche prendono il posto delle Attittadoras: esse rappresentano le anime del Carnevale che sta finendo e che si chiude definitivamente con il fantoccio di Gioldzi che brucia su un rogo.
Santu Lussurgiu: una spericolata corsa equestre
Sa Carrela 'è Nanti: si chiama così l'adrenalinica corsa equestre che caratterizza il Carnevale di Santu Lussurgiu. Teatro di questa manifestazione è la strada principale del paese, fatta di strettoie, curve, discese e salite: qui i cavalieri, coi visi dipinti e vestiti di abiti multicolori, lanciano i propri cavalli al galoppo a gruppi di due, tre o quattro, formando ardite pariglie che lasciano a bocca aperta la folla stupita. Uno dei momenti più caratteristici della manifestazione è il lunedì di carnevale, detto “su lunisi de sa pudda” (il lunedì della gallina): i cavalieri, durante la discesa al galoppo, devono tagliare con un bastone la testa ad una gallinella di pezza appesa ad un filo sul percorso (ma un tempo, purtroppo per gli animalisti e per i più sensibili, la gallina era in carne e ossa!).
Ottana: il mondo agropastorale tradotto in maschere
Qui le maschere descrivono, attraverso spontanee interpretazioni, personaggi, rituali e situazioni della vita dei campi, offrendo una rappresentazione intensa e suggestiva della cultura agropastorale, della quale la popolazione di Ottana va particolarmente fiera. I personaggi principali sono i Merdùles e i Boes: i primi rappresentano i contadini, indossano maschere spesso con tratti deformati e tengono le redini alle quali sono agganciati i Boes, che indossano maschere con sembianze bovine, pelli di pecora e grandi campanacci. Questi ultimi procedono saltando a ritmo cadenzato dal suono dei campanacci, fermandosi di tanto in tanto per innescare una ribellione. Altre maschere che affiancano Boes e Merdùles sono i Porcos e i Molentes, Cherbu e Crappolu e la Filonzana, un'orrida vecchia piegata dall'età e vestita di nero.
Tempio Pausania: i grandi carri allegorici
Questo centro della Gallura propone un carnevale unico nel suo genere in quanto è un mix di rappresentazioni carnevalesche, che comprende le maschere tradizionali tipiche risalenti al mondo agropoastorale, le tradizioni dei balli in maschera risalenti al Settecento ed infine la moderna sfilata dei carri allegorici, maestosi ed elaboratissimi. Durante la settimana di Carnevale si svolgono quattro sfilate, l'ultima delle quali, il martedì grasso, coincide con il processo ed il rogo nella piazza del paese del fantoccio di Sua Maestà Re Giorgio, Signore del Carnevale.

Il Carnevale 2015 sta per entrare nel vivo in Sardegna, anche se un primo assaggio c'è stato in occasione dei falò di Sant'Antonio del 16 gennaio, che in alcuni paesi della Barbagia introducono la prima uscita delle maschere tradizionali. Altri paesi, come Samugheo, hanno anticipato i tempi  e proposto suggestive sfilate durante il primo weekend di febbraio ma, come si suol dire...il bello deve ancora venire! Nel sottolineare come il Carnevale in Sardegna sia un'occasione divertentissima, oltre che interessante, per concedersi una piccola vacanza e scoprire le meraviglie di quest'isola, vi segnaliamo qui gli eventi più rappresentativi, particolari e interessanti legati al Carnevale.


Oristano: il fascino e l'eleganza de Sa Sartiglia
È sicuramente una delle forme di Carnevale più spettacolari  e più coreografiche della Sardegna, oltre che la più conosciuta. È una corsa all'anello di origine medievale, ricordo sfumato di duelli e crociate, colori spagnoleschi, echi di nobiltà decaduta e costumi agropastorali. I protagonisti sono Su Cumponidori, Signore della Festa, e tutti i cavalieri che partecipano alla Corsa alla Stella e alle Pariglie: nella prima si lanciano al galoppo con la spada tesa ad infilzare una stella appesa sul percorso, nelle seconde si esibiscono in spericolate acrobazie in piedi sulla groppa dei propri cavalli. Tamburini e trombettieri in costume musicano l'evento accrescendo l'attesa e l'emozione di ogni corsa dei cavalieri.

Mamoiada: l'antica danza di Mamuthones e Issohadores
In questo paesino al centro della Barbagia, poco distante dal massiccio del Gennargentu, va in scena uno dei carnevali più celebri del folclore sardo. Al centro di questa grande festa ci sono i Mamuthones e gli Issohadores: i primi indossano una maschera nera dall'espressione sofferente o impassibile, pelli ovine e grossi campanacci sulla schiena, i secondi hanno una maschera antropomorfa bianca e un vestito bianco e rosso. I Mamuthones compiono una danza ritmata dai campanacci mentre gli Issohadores lanciano la loro fune per catturare qualcuno degli astanti, che per liberarsi dovranno offrire loro da bere.

Bosa: il lamento delle Attittadoras
Nel paese che produce la Malvasia, un delizioso vino dolce, va in scena il cosiddetto Karrasegare Osinku. Qui il carnevale mantiene la caratteristica del festeggiamento spontaneo e i momenti d'ilarità non si esauriscono mai. I personaggi principali della festa sono Gioldzi (il Re Giorgio, simbolo del Carnevale, rappresentato da un fantoccio) e le Attittadoras, vestite completamente di nero che piangono la morte di Gioldzi, creando un particolare effetto sonoro. Le Attittadoras portano con sé un bambolotto (che rappresenta Gioldzi) e chiedono al pubblico un goccio di latte per nutrire il neonato. Al tramonto le maschere bianche prendono il posto delle Attittadoras: esse rappresentano le anime del Carnevale che sta finendo e che si chiude definitivamente con il fantoccio di Gioldzi che brucia su un rogo.

Santu Lussurgiu: una spericolata corsa equestre
Sa Carrela 'è Nanti: si chiama così l'adrenalinica corsa equestre che caratterizza il Carnevale di Santu Lussurgiu. Teatro di questa manifestazione è la strada principale del paese, fatta di strettoie, curve, discese e salite: qui i cavalieri, coi visi dipinti e vestiti di abiti multicolori, lanciano i propri cavalli al galoppo a gruppi di due, tre o quattro, formando ardite pariglie che lasciano a bocca aperta la folla stupita. Uno dei momenti più caratteristici della manifestazione è il lunedì di carnevale, detto “su lunisi de sa pudda” (il lunedì della gallina): i cavalieri, durante la discesa al galoppo, devono tagliare con un bastone la testa ad una gallinella di pezza appesa ad un filo sul percorso (ma un tempo, purtroppo per gli animalisti e per i più sensibili, la gallina era in carne e ossa!).

Ottana: il mondo agropastorale tradotto in maschere
Qui le maschere descrivono, attraverso spontanee interpretazioni, personaggi, rituali e situazioni della vita dei campi, offrendo una rappresentazione intensa e suggestiva della cultura agropastorale, della quale la popolazione di Ottana va particolarmente fiera. I personaggi principali sono i Merdùles e i Boes: i primi rappresentano i contadini, indossano maschere spesso con tratti deformati e tengono le redini alle quali sono agganciati i Boes, che indossano maschere con sembianze bovine, pelli di pecora e grandi campanacci. Questi ultimi procedono saltando a ritmo cadenzato dal suono dei campanacci, fermandosi di tanto in tanto per innescare una ribellione. Altre maschere che affiancano Boes e Merdùles sono i Porcos e i Molentes, Cherbu e Crappolu e la Filonzana, un'orrida vecchia piegata dall'età e vestita di nero.

Tempio Pausania: i grandi carri allegorici
Questo centro della Gallura propone un carnevale unico nel suo genere in quanto è un mix di rappresentazioni carnevalesche, che comprende le maschere tradizionali tipiche risalenti al mondo agropoastorale, le tradizioni dei balli in maschera risalenti al Settecento ed infine la moderna sfilata dei carri allegorici, maestosi ed elaboratissimi. Durante la settimana di Carnevale si svolgono quattro sfilate, l'ultima delle quali, il martedì grasso, coincide con il processo ed il rogo nella piazza del paese del fantoccio di Sua Maestà Re Giorgio, Signore del Carnevale.

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